venerdì 22 giugno 2012

Psicodieta: perdere peso combattendo lo stress da cibo

Chissà a quante diete più o meno restrittive ci siamo sottoposte con risultati non sempre soddisfacenti ed esaltanti. Mesi e mesi di regime alimentare controllato, secondo schemi spesso ripetitivi e poco gratificanti che spesso ci portano ad abbandonare anche le diete più promettenti, soprattutto quando non si tratta di regimi personalizzati.
Ma adesso l'ultima frontiera in fatto di dieta e di perdita del peso corporeo si chiama psicodieta, un metodo che si prefigge di analizzare e tenere in alta considerazione il tipo di approccio che ognuno di noi stabilisce con il cibo per correggere eventuali tendenze poco vincenti da un punto di vista della linea.
Secondo la psicodieta ancora più importante di "quanto mangiamo"  e "cosa mangiamo" diventa il "perché mangiamo" e la formula perfetta per giungere ad una perdita di peso ideale è quella di andare alla base del problema, cercando di capire cosa ci ha fatto diventare sovrappeso, perché ci ritroviamo addosso quei chiletti di troppo.

La psicodieta parte dal presupposto che non sempre si mangia perché si ha fame ma spesso l'avvicinamento al cibo scatta per ragioni di natura psicologica, per stress, per ansia, per nervosismo, per colmare una carenza affettiva, per riempire un momento di noia o magari per concedersi un attimo di distrazione dal solito tram tram.
Perché la psicodieta abbia successo però è opportuno capire a quale modello psicologico appartiene il soggetto. Ecco quali sono i principali modelli.

- Modello regressivo: per questo soggetto, non c'è modo migliore per trovare gratificazione dopo una giornata trascorsa tra ansia, stress e duro lavoro che affogare la propria stanchezza mentale nel cibo e, in particolar modo, in dolci, torte e pasticci vari.

- Modello aggressivo: questo modello invece predilige i cibi da masticare a lungo, da addentare con forza, da aggredire con voracità come la carne perché in questo modo egli riesce a scaricare la tensione accumulata durante la giornata.

- Modello difensivo: quest'altro modello invece si trincera dietro pietanze importanti, sostanziose, strutturate, dietro le quali potersi difendersi e sentirsi più importante.

Identificato il modello di appartenenza e capiti sul serio i bisogni reali del soggetto interessato si può partire con la psicodieta magari servendosi anche dell'ausilio di un diario sul quale annotare le abitudini alimentari e comprenderle alla luce del quadro psichico evidenziato. 
Questo è il primo passo per la correzione degli atteggiamenti a rischio per il nostro peso forma  e per l'ottenimento dei primi e duraturi risultati.
Fonte:link

(Foto di Pink Sherbet Photography - Flickr)

2 commenti:

  1. A settembre avevo parlato di una dieta simile però i mangiatori erano impulsivi, ansiosi, emotivi e compulsivi. Gira e rigira io son sempre tutti :-)

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  2. io invece sono più verso l'aggressivo. non mangio molta carne, ma mangio sempre con voracità
    monica

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