martedì 17 aprile 2012

Grasso: scoperto il sesto sapore che potrebbe prevenire l'obesità


Secondo alcuni studi condotti da un team di scienziati americani, il segreto per prevenire l'obesità e ridurne i danni potrebbe risiedere proprio nella nostra lingua.
Infatti, a quanto pare le papille gustative umane sono in grado di rivelare sarebbero addirittura sei. Di quattro, noi profani, eravamo già a conoscenza. Che la nostra lingua potesse riconoscere il salato, l'aspro, il dolce e l'amaro, infatti, lo sapevamo già. Magari ci sarà sfuggita la scoperta di un quinto sapore, il cosiddetto umami, termine giapponese che indica il "saporito", ovvero il gusto del glutammato monosodico. Ma che addirittura la nostra lingua fosse in grado di riconoscere sei sapori e che il sesto fosse quello del grasso, questo proprio non potevamo sospettarlo.

In effetti, la scoperta è relativamente recente e da quando è stata confermata non si fermano le speculazioni sugli effetti sorprendenti che tale inclinazione umana potrebbe avere sulla nostra salute. Se davvero la nostra lingua può avvertire il gusto del grasso, un soggetto "educato" in tal senso potrebbe con estrema facilità evitare tutti quegli elementi a rischio per la salute con inevitabili risvolti benefici sulla proprio benessere fisico e segnare un fondamentale punto nella lotta contro l'obesità.
Tuttavia, non è ancora il momento di cantare vittoria. 
Sembrerebbe infatti che questo ricettore chimico presente nelle nostre papille gustative risponda in maniera estremamente soggettiva al riconoscimento delle molecole di grasso, con significative differenze da un soggetto ad un altro. Questo sta alla base ad esempio della maggiore o minore predisposizione che ognuno di noi mostra nell'assumere cibi ricchi di grasso. Alla base di tale differenza, secondo il team di scienziati americani, sarebbe imputabile la presenza di un gene - il Cd36 - le cui presenza più o meno massiccia nell'uomo pare essere strettamente connessa al grado di sensibilizzazione del sesto sapore.
Partendo da questi presupposti, dunque, sembra che di elementi su cui lavorare ce ne siano a sufficienza. Verificando bene punto per punto e studiando le reali connessioni tra il gene, le abitudini alimentari e i diversi gradi di sensibilità della nostra lingua al sapore del grasso, si potrebbe veramente giungere a un punto di svolta nella lotta contro l'obesità.

(Foto di SecretLondon 123 - Flickr - cc)

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